Inquinamento in casa: quali elementi sono dannosi per la salute?

È con l’informazione che si può fare il primo passo per rendere più salubri gli spazi in cui viviamo. È proprio negli ambienti confinati infatti, che si verificano le maggiori emissioni inquinanti attentando alla nostra salute. Per cercare di risanare questo “edificio malato” la bioarchitettura propone varie soluzioni in relazione ai tre tipi di inquinamento indoor:

  • Biologico
  • Fisico
  • Chimico

INQUINAMENTO BIOLOGICO

È causato da polvere, batteri, virus, muffe, funghi, pollini e soprattutto dalla presenza di persone ed animali.

Rimedi contro le muffe

Le muffe si formano in ambienti con elevata umidità e i rimedi sono molteplici: utilizzare superfici interne permeabili al vapore d’acqua; garantire una ventilazione periodica che riduca l’umidità relativa; permettere la circolazione dell’aria nelle zone colpite scostando mobili dalla parete e creando passaggi ventilati; utilizzare pitture antibatteriche naturali a ph basico (evitare invece vernici e tempere antimuffa convenzionali poiché contengono fungicidi e battericidi di sintesi molto dannosi per la salute); ottenere una stratigrafia dell’involucro che consenta la dispersione  del vapore d’acqua.

Rimedi per sconfiggere gli acari

Anche per gli acari il consiglio è quello di evitare superfici che mantengono a lungo l’umidità quali quelle imbottite e le moquettes.

Come combattere l’inquinamento biologico

In generale, quindi, l’inquinamento biologico si può combattere attraverso opportune accortezze, con particolare riguardo alla ventilazione, naturale e/o meccanica, ed al controllo dell’umidità relativa negli ambienti che dovrebbe mantenersi intorno al 50%. È importante, inoltre, evitare il sovraffollamento dei locali e scegliere superfici facilmente pulibili e che non raccolgono molta polvere.

INQUINAMENTO FISICO

Racchiude vari fattori che, accumulandosi in un pericoloso cocktail, mettono a repentaglio il nostro benessere psico-fisico.

Le fibre minerali

Una prima minaccia proviene dalle  fibre minerali, particolarmente utilizzate per l’isolamento termo-acustico e come rinforzo nei prodotti plastici e calcestruzzi. Esse hanno preso piede a partire dal bando dell’amianto poiché giudicate meno pericolose; tuttavia, in seguito a molteplici studi da parte della Agency for Research on Cancer (IARC), si pensa possano costituire un pericolo per la salute ed il loro utilizzo è subordinato a dei limiti normativi (direttiva europea 97/69/CE; Dir 2009/2/CE; DM 01/09/1998, nota R e Q della circolare n.4 del 15/03/2000 del Ministero della Sanità). Le lane minerali con funzione isolante possono essere sostituite da materiali naturali vegetali e animali come isolanti di canapa, lino, fibra di legno e lana di pecora.

Le nanoparticelle

Altro possibile inquinante è rappresentato dalla nanotecnologia, la quale, in poche parole, corrisponde ad un nuovo modo di controllare la materia e di realizzare dispositivi, il tutto su scala dimensionale inferiore al micrometro. Questo ramo della scienza applicata e della tecnologia farà parte del futuro, ma gli effetti sull’uomo delle nanoparticelle non sono ancora chiari e secondo alcuni studi rappresentano un rischio per la salute; hanno provocato, infatti, nelle cavie da laboratorio, lesioni e problemi simili a quelli che causa l’amianto. I nanomateriali, essendo di dimensioni ridottissime, vengono assorbiti dal corpo umano in modo maggiore rispetto a particelle di grandi dimensioni. La questione su come queste particelle agiscano all’interno del corpo è dibattuta e oggetto di studi ma si pensa che esse potrebbero provocare infiammazione e indebolimento delle difese del corpo contro altri agenti patogeni. Oltre che su questi aspetti, gli studi stanno indagando sulle possibili interazioni di queste particelle con i processi biologici all’interno del corpo. I nanomateriali sembrano essere tossici anche sotto altri aspetti: composizione chimica, forma, struttura superficiale, carica superficiale, aggregazione e solubilità, presenza o assenza di gruppi funzionali di altre sostanze chimiche (Andre Nel, Toxic Potential of Materials at the Nanolevel in “Science”;  Arnaud Magrez, Cellular Toxicity of Carbon- Based Nanomaterials in “Nano Letters”).

Gli ioni positivi

La qualità dell’aria, in termini fisici, è condizionata anche dagli ioni positivi che, se presenti in quantità eccessive, provocano malessere e alla lunga possono portare a vere e proprie malattie. Avete presente la sensazione di disagio presente prima dei temporali, o in presenza di venti caldi e asciutti, o comunque quando ci sono particolari situazioni meteorologiche? Questi fastidiosi ioni positivi possono provocare sensazioni molto simili! La loro presenza negli ambienti confinati è dovuta soprattutto a: radiatori, aria condizionata, schermo di televisione e computer, materiali plastici, apparecchi elettronici, abiti sintetici, fumo di sigaretta. Al contrario, quando l’aria abbonda di ioni negativi, si producono molteplici effetti positivi sugli esseri viventi, migliorandone lo stato di benessere generale, l’umore, l’insonnia e varie altre patologie.

Rumori e vibrazioni

Suonidi elevata intensità possono provocare disturbi alla qualità del sonno e sfavorire concentrazione e apprendimento. Per ridurre suoni e vibrazioni  è necessario interporre tra sorgente e ricevitore pareti assorbenti in modo che il rumore ricevuto venga assorbito o riflesso. I materiali da utilizzare sono quelli ad elevata massa, per le basse frequenze, e quelli fibrosi,  per le alte frequenze.Tra questi, la bioedilizia consiglia: rotoli di fibra di lino, di canapa, di fibra di legno a bassa densità, cellulosa in fiocchi da insufflaggio.

L’illuminazione

Un uso scorretto dell’illuminazione, invece, può causare disturbi alla vista, cefalee e capogiri. Si deve sempre preferire la luce naturale analizzando e progettando attentamente le aperture vetrate e la posizione di ogni piano degli edifici. Quando questa viene a mancare, bisogna ricorrere alla luce artificiale la quale dovrebbe evitare di avere una forte diffusione (per raggiungere tale scopo, dovremmo preferire lampade al sodio a bassa o alta pressione evitando quelle con una forte componente di luce blu, come i led). In generale, una buona luce artificiale, in tema di inquinamento luminoso, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  1. Essere molto simile alla luce naturale.
  2. Evitare o ridurre la produzione di calore.
  3. Illuminare in modo ottimale gli ambienti in relazione ad ogni tipo di esigenza, senza abbagliare.
  4. Evitare di rilasciare prodotti di combustione ( anidride carbonica, acqua e altre sostanze volatili).

L’elettromagnetismo

Altro inquinante molto attuale, dato il continuo aumento di innovative tecnologie negli spazi confinati è quello elettromagnetico; una soluzione adottata per combattere gli effetti dannosi delle radiazioni non ionizzanti è la schermatura, tramite l’utilizzo di intonaci terra cruda o pitture a base di grafite, la quale però ha un “piccolo” effetto collaterale: un cellulare in casa avrà difficoltà a trovare campo e aumenterà al massimo la sua potenza provocando un inquinamento ancora maggiore! Meglio quindi usare solo cavi schermati o twistati. Altri accorgimenti da attuare se si vogliono dormire sonni tranquilli sono:  evitare di far passare cavi elettrici vicino alla zona letto e al divano, dal momento che il nostro corpo risente maggiormente dei campi elettromagnetici durante il sonno; evitare di installare lampade a basso consumo o dotate di un trasformatore in posti vicino ai quali una persona passa molto tempo; fare attenzione a collegare l’interruttore alla fase diretta; installare un disgiuntore di corrente nelle camere da letto, il quale annulla la tensione da tutte le apparecchiature o le prese collegate, quando non sono in funzione. 

INQUINAMENTO CHIMICO

Sempre più nuove sostanze chimiche apportano all’edilizia vantaggi di tipo economico, prestazionale ed estetico con effetti negativi su salute ed ambiente. Vi siete mai chiesti, ad esempio, qual è il “prezzo” da pagare per avere un pavimento a basso costo che imiti materiali quali legno, pietra o marmo? E qual è il rovescio della medaglia nella produzione e nell’utilizzo di colle, sigillanti e guarnizioni che offrono prestazioni ottimali in brevissimi tempi? Vogliamo parlare poi dei possibili effetti dei prodotti per la pulizia, dei detergenti e dei cosmetici? Di certo, chi parla della straordinarietà di questi prodotti innovativi dalle prestazioni ottimizzate in termini di tempi, costi e resa, non tiene conto delle esternalità negative. Di seguito, farò un elenco dei  maggior agenti inquinanti imputati in questo contesto.

  • Pvc: materiale che, dalla produzione allo smaltimento, può emettere composti tossici inquinanti in aria, acqua e terra, con conseguenti rischi per la salute. Esistono, per quasi tutte le applicazioni del pvc, alternative più sostenibili che prevedono l’uso di materiali tradizionali. A tal proposito Greenpeace ha creato un database dove si possono trovare i prodotti sostitutivi e i fornitori idonei.
  • Voc: sono “composti organici volatili” derivanti da molti materiali edili e da vari prodotti per la pulizia della casa e della persona. Fanno parte di essi anche gli idrocarburi policiclici aromatici rilasciati da stufe a cherosene, stufe a legna, caminetti con tiraggio difettoso, fumo di sigaretta.
  • Particolato: è rappresentato da sostanze sospese in aria come fibre e particelle inorganiche.
  • Metalli pesanti: mercurio, cadmio, cromo e piombo sono i maggiori responsabili dei danni ambientali. Il cromo esavalente, che si trova in edilizia in vernici, pitture, trattamenti di cromatura e impiegato anche per evitarne la corrosione e l’usura delle superfici, è irritante per occhi, pelle e mucose. Si consigliano dunque pitture e verniciecologiche caratterizzate da colori molto più vicini alle tonalità che si trovano in natura e da dinamicità cromatica che si manifesta quando i muri vengono illuminati dalla luce nelle diverse ore del giorno. In generale, le vernici sono composte da pigmenti, per dare il colore al prodotto, e da aggrappanti, per garantire l’attaccatura al supporto; l’alternativa ecologica ai normali prodotti in commercio, prevede l’utilizzo di prodotti naturali tra cui:
    – Pigmenti : polvere di grano (per i gialli), alghe (per gli azzurri), terre colorate (per le tonalità che vanno dal rosso al marrone), caseina ( per le varie tonalità del bianco); a quest’ultimo pigmento devono prestare attenzione, solo nei primi giorni dopo il trattamento, le persone che sono intolleranti al latte.
    – Aggrappanti ( albume, resine naturali vegetali).
  • Radon: questo gas nobile radioattivo incolore e inodore, rappresenta la seconda causa di cancro al polmone in Italia. I locali seminterrati e quelli al pian terreno sono i più interessati da questo inquinante soprattutto negli edifici che sorgono su suoli di origine vulcanica o fortemente permeabili. L’impiego di materiali da costruzione e da rivestimento quali tufo, pozzolane, graniti e l’uso di acqua  ad alto contenuto di radon ne rendono possibile la presenza anche in ambienti che stanno a piani più alti. La soluzione è duplice: impermeabilizzare l’edificio e favorire la ventilazione naturale o meccanica del suolo.

In conclusione, facendo attenzione alla qualità di materiali, sostanze e arredi di cui ci circondiamo, unitamente alla correzione di cattive abitudini, proteggiamo la nostra salute e l’ambiente nel presente e nel futuro.

 

Fonti: architetturaecosostenibile.it